Il Frassino, la Venere dei Boschi.

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Sono tre gli alberi benvoluti dal Piccolo Popolo: il Biancospino, la Quercia ed il Frassino. Quest’ ultimo, il cui nome è Fraxinus, fa parte della famiglia di Oleacee con circa altri 60 tipi di piante e nel nostro Bel Paese possiamo trovarne almeno tre tipi: Fraxinus Excelsior (frassino maggiore), Fraxinus Ornus (orno o albero della manna) ed infine Fraxinus Angustifolia (frassino meridionale). Albero sacro all’ ordine dei Druidi ed ai Celti in generale, il Frassino tra i suoi vari nomi viene anche chiamato Fràseno o Fràsano in dialetto veneto, mentre nell’ alfabeto Ogham rappresenta la terza lettera Nuin, Nin o Nion.

20628a02b617884efb086a1de1fbfa1fL’aspetto del Frassino

Il suo tronco è perfettamente cilindrico e la sua corteccia ricorda la pietra, liscia e grigiastra. La sua altezza varia dai 30 ai 40 metri. Il Frassino, assieme al Corniolo, Ippocastano ed Acero, fa parte di quei pochi alberi europei che presentano una ramificazione opposta, ovvero ogni ramo o bocciolo ne ha uno speculare. Le sue foglie compaiono solo dopo la fioritura, che avviene tra Aprile e Maggio e sono formate dalle 7 alle 9 foglioline, disposte in modo speculare tra loro, presentano un verde scuro ed intenso sul dorso, mentre nel lato inferiore un verde più chiaro ed argentato. Infine i suoi fiori sono dei grappoli dai piccoli fiorellini bianchi, che nell’ Orniolo presentano anche un lungo pistillo giallo,che poi lasciano il posto a frutti detti Disamare o Samare e contenenti un unico seme ovale in caso di Frassino Maggiore o tondeggiante in caso di Orniolo. Questi frutti appaiono verdi da crudi e verso ottobre, in piena maturità, sono marroni. Vi siete mai chiesti perché il suoi frutti abbiano la forma ad ala di libellula? Proprio per volare e disperdersi con più facilità nell’ ambiente e poter germogliare! In inverno inoltre è possibile distinguere il Frassino dalle sue inconfondibili gemme scure e vellutate, delle quali la centrale risulta essere la più grossa!

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Il Frassino, Albero del Mondo o Asse Cosmica

Albero dall’ interessante mitologia, il Frassino nella sua imponenza, visibile da lunghe distanze, viene nominato nelle letterature come Albero del Mondo forse anche a causa della sua altezza e forma. Il suo tronco dritto diventa simbolo della colonna che attraversa i vari livelli della realtà, quasi come fosse la colonna portante dell’ Universo o l’ ingrandimento naturale dell’ Uomo ‘’santo’’, di colui che fa propri i segreti della Madre Terra, in cui è radicato ed il Padre Cielo, con cui si collega spiritualmente. I suoi molti rami, aperti come delle braccai che salutano il Sole, sono viste come le numeroso possibilità di regni di cui fare esperienza durante il viaggio sulla Terra. Le sue foglie invece simboleggiano le possibili incarnazioni. Nel complesso, essendo uno degli ultimi alberi a perderle durante l’anno, ispira un’ immagine di sopravvivenza alla morte.Il suo aspetto ricorda anche la forma della placenta e la distribuzione delle vene che su di essa compare.

YGGDRASIL

Collegato nella mitologia norrena ( dei popoli della Scandinavia centro-meridionale, chiamati anche Ascomanni) ad Yggdrasil , l’albero cosmico della vita il cui tronco è ‘’ lambito da limpide acque’’ e dalle cui foglie cadono delle gocce di dolce miele, che invitano le api e portano un messaggio di fecondità all’ Uomo.

« So che un frassino s’erge

Yggdrasill lo chiamano,alto tronco lambitod’acqua bianca di argilla.

Di là vengono le rugiadeche piovono nelle valli.

Sempre s’erge verde su Urðarbrunnr. »

(Völuspá – Profezia della Veggente)

Questo albero è retto da tre radici: la prima si narra porti a Helheimr, che è il regno dei morti o addirittura si allunghi fino a Niflheimr, finendo alla fonte di Hvergelmir. Sotto di essa vivrebbero tanti serpenti ‘’che nessuna lingua del mondo sarebbe in grado di contare’’; tra di esse vi sarebbe anche il serpente chiamato Níðhǫggr. La seconda radice porta a Jǫtunheimr che è la terra dei giganti ed arriva al pozzo che dona sapienza e conoscenza, Mìmisbrunnr, che deve il suo nome al suo custode, appunto Mimir, che da essa attinge l’acqua con il corno Gjallarhorn. Anche Odino bevve da questa fonte, ma dovette lasciare come pegno un suo occhio. Infine la terza radice porterebbe a Miðgarðr, regno del sottosuolo affidato agli Uomini e giungerebbe alla  fonte di Urðarbrunnr, luogo dove gli Æsir tengono il loro consiglio ogni giorno. Davanti a questa fonte, c’è la dimora delle Nornir (le Norne), Urðr, Verðandi e Skulld. Sono tre donne che stabiliscono il destino degli uomini. In quella fonte vivono i due cigni che hanno dato vita a tutti i cigni di oggigiorno.

I rami di Yggdrasil invece sorreggono i nove mondi che costituiscono l’ Universo e che sono nati dal sacrificio di Ymir, primo gigante del ghiaccio e conosciuto presso il suo popolo col nome di Aurgelmir; questi nove mondi sono chiamati Ásaheimr il mondo degli degli Æsir, Álfheimr che è mondo degli elfi, Miðgarðr, mondo degli Uomini, Jötunheimr, che è il mondo degli Jötunn, ovvero i giganti. Vanaheimr dei Vanir, Niflheimr ovvero mondo del gelo, Múspellsheimr o mondo del fuoco, Svartálfaheimr, il mondo degli elfi oscuri e dei nani ed infine Hel, mondo dei morti.

Presso Yggdrasil vi è pure una numerosa fauna, come riportano alcuni versi del Grimnismal (poema gnomico del X secolo, il cui titolo significa ‘’ Discorso di Grimnir’’, quarta composizione della Ljóða Edda.)

Ratatoskr si chiama lo scoiattoloche correràsul frassino Yggdrasill;

dell’aquila le parole dall’alto porterà e le riferirà a Níðhǫggr in basso.

 Ci sono poi i cervi, quattro che i più alti ramoscelli (?)

tendendo il collo brucano.

Serpenti numerosi stanno sotto il frassino Yggdrasill,

più di quanti credino gli insavi;

Góinn e Móinn,(sono di Grafvitnir i figli)Grábakr e Grafvǫlluðr,

Ófnir e Sváfnirsempre dovranno, io credo,rodere i rami dell’albero.    

La Manna, Miele di Rugiada o Sudore delle Stelle… e altre curiosità sul Frassino.

Incidendo il Frassino si può ricavare una linfa zuccherina, la Manna, molto usata dalla cultura araba ma anche mediterranea in genere. Secondo una leggenda citata nella Bibbia, questa manna (la manna dal cielo) avrebbe sfamato gli Israeliti, metre greci e romani lo conoscevano col nome di sudore delle stelle o miele di rugiada. Questo perché il miele del frassino cade sul suolo una volta dopo essere stato trasudato dalle foglie, dando l’ impressione che sia caduto dal cielo formando una rugiada dorata sull’ erba.

Il Frassino, Madre dell’ Universo, è stato visto dalle culture celtiche anche come la controparte femminile della Quercia, che è l’ albero padre del Tutto. Sacro al dio del mare Lir, Gwydion il mago, Loki, Odino, Nemesis, Urano, Poseidone, Thor, Marte ed Oceano.

Nelle associazioni astrologiche basate sul calendario Ogham, il Frassino corrisponderebbe alla costellazione ed energie dei Pesci nel mese di marzo. E’ associato al Sole, a Nettuno ed a Mercurio. La Runa ad esso associata è Ansuz ed il suo periodo nell’ oroscopo celtico va dal 18 febbraio al 17 marzo

Usi del Frassino e delle sue parti (NOTA: SONO INFORMAZIONI, NON CONSIGLI MEDICI)

I suoi semi possono essere decorticati e serviti con le insalate, con l’infuso della sua corteccia si può ricavare un blando diuretico. Mentre la corteccia pura è un potente astringente, utilizzato in passato per curare malattie epatiche e reumatismi. Altri usi che se ne fanno sono quelli di antipiretico, antinfiammatorio per le infezioni renali o delle vie urinarie, per espellere i parassiti intestinali e addirittura per curare la malaria

Proprietà magiche

Le sue foglie portate come amuleto attirano prosperità, oppure bruciate a Yule (21 dicembre) con lo stesso scopo. Inserite nel cuscino su cui si dorme favorirà i sogni profetici, mentre messe in una coppa con dell’ acqua, accanto al proprio giaciglio, allontanano la malattia. Se si indossa una giarrettiera di corteccia verde di Frassino, si tengono lontani i sortilegi dei maghi, mentre passare un bambino malato attraverso la spaccatura di un tronco di Frassino lo guarirebbe. Il suo uso in generale riguarda la connessione con l’ Universo e la stabilizzazione dell’ Armonia. Questo albero magico guarisce lo spirito umano dalla solitudine, poiché stabilisce una connessione con gli Dèi, è l’ Albero dell’ iniziazione poiché dona la saggezza cosmica. Nei rituali è usato anche per sciogliere i blocchi mentali.

Essendo piuttosto dritti, i suoi rami sono usati come bacchette che indirizzano l’ energia solare dedita alla guarigione. Attira inoltre i fulmini.

 

.: Focolari A Nord-Est :.

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